La nozione di patrimonio di confine non si riferisce soltanto a una condizione di marginalità geografica (la costa, l’entroterra, la periferia), né esclusivamente tipologica (dai complessi produttivi dismessi e i sistemi portuali alle linee infrastrutturali, ai viadotti, ponti e ferrovie minori), né solo alle comunità coinvolte (di cui si rileva la condizione di abbandono e l’assenza di interlocutori). Patrimonio di confine significa riconoscere e mettere in valore, come bene e risorsa comuni, il complesso di segni e di comportamenti condivisi tra città e porto. Significa riprendere contatto con i luoghi marginali, avviare un processo compiuto di censimento e conoscenza dei manufatti in disuso; capire in cosa possa essere trasformata l’energia residua del suolo degradato; significa rigenerare contesti. Il volume tratta degli ambiti della costa portuale, in tutte le molteplici declinazioni che li caratterizzano, con l’intento di anticiparne i processi di trasformazione, o quanto meno di accompagnarli. Prefazione di Joan Busquets. Postfazione di Arturo Frediani.
EAN
9791255901150
Data pubblicazione
2024 10 29
Lingua
ita
Pagine
224
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
168
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
525
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Patrimonio di confine. Metabolismi della linea di costa. Indagini, sperimentazioni e visioni fra città e porto—