Divertirsi da morire. Il discorso pubblico nell’era dello spettacolo

«Orwell temeva che i libri sarebbero stati banditi; Huxley, che nessuno desiderasse più leggerli. Orwell temeva coloro che ci avrebbero privati delle informazioni; Huxley, quelli che ne avrebbero date troppe. Orwell temeva che la nostra sarebbe stata una civiltà di schiavi, Huxley paventava l'avvento di una cultura volgere, interessata soltanto a cose frivole. Orwell temeva che saremmo stati distrutti da ciò che odiamo, Huxley, da ciò che amiamo. Il mio libro si basa sulla probabilità che avesse ragione Huxley, e non Orwell». Prefazione di Emanuele Bevilacqua.

EAN

9791255962625

Data pubblicazione

2025 08 29

Lingua

ita

Pagine

184

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

211

Larghezza (mm)

150

Spessore (mm)

13

Peso (gr)

264

Come si presenta questo libro

Una lettura da vivere pagina dopo pagina

«Orwell temeva che i libri sarebbero stati banditi; Huxley, che nessuno desiderasse più leggerli. Orwell temeva coloro che ci avrebbero privati delle informazioni; Huxley, quelli che ne avrebbero date troppe. Orwell temeva che la nostra sarebbe stata una civiltà di schiavi, Huxley paventava l'avvento di una cultura volgere, interessata soltanto a cose frivole. Orwell temeva che saremmo stati distrutti da ciò che odiamo, Huxley, da ciò che amiamo. Il mio libro si basa sulla probabilità che avesse ragione Huxley, e non Orwell». Prefazione di Emanuele Bevilacqua.

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