Perché la rivoluzione socialista non si è verificata nei Paesi industrialmente avanzati, come previsto dal socialismo prebellico, ma ha invece preso piede nella Russia, considerata arretrata dal punto di vista teorico e politico? Questo è il quesito che costituisce il fulcro del presente volume. Attraverso l’analisi dello sviluppo storico di quattro nazioni – Russia, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti – Perlman individua gli elementi determinanti di un Paese per la resistenza a una rivoluzione di sinistra. Innanzitutto, la classe capitalista deve possedere una forte “volontà di potere”. In secondo luogo, il movimento operaio deve avere la possibilità di strutturarsi in un sindacalismo pratico, capace di garantirgli un ruolo attivo nell’economia e nell’arena politica. Infine, è essenziale che il movimento sindacale sviluppi una propria mentalità autonoma, distinta da quella degli intellettuali rivoluzionari, i quali tendono a considerare la classe lavoratrice come un’entità astratta e non come una massa di individui concreti impegnati nel miglioramento delle proprie condizioni di vita. Questi fattori hanno impedito l’esplosione di cambiamenti radicali in alcuni contesti, permettendo invece un’evoluzione graduale delle condizioni economiche e sociali, senza mettere a rischio la stabilità nazionale e i progressi già raggiunti.
EAN
9791256061297
Data pubblicazione
2025 03 07
Lingua
ita
Pagine
400
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
29
Peso (gr)
492
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