Ogni estate, per anni, la voce della madre ha guidato l’intera famiglia lungo le curve dell’Alemagna, verso un albergo tra le Dolomiti: Il Cardo, sanatorio e rifugio. Insieme a lei, il padre taciturno, il fratello bambino, i nonni con le loro frasi in dialetto e i gesti ripetuti. E poi la figlia, che osserva, annota, trattiene. Ma la geografia della montagna si intreccia presto a un’altra cartografia, più segreta e instabile, fatta di riti familiari, paure custodite, allarmi che si accendono nei corpi dei genitori. Quando si ammala la madre, e poi il padre, la figlia si fa custode della loro fragilità, attraversa ospedali, ambulatori, sale d’attesa, si perde e si ritrova tra cartelle cliniche, medicine, diagnosi. L’infanzia si spezza, i ruoli si ribaltano, la cura cambia direzione. E intanto si continua a partire, a tornare, a cercare le parole per dire, per capire, per ricordare. Con una voce limpida, a tratti vertiginosa, Raffaella D’Elia costruisce un romanzo a frammenti, percorso da visioni e dettagli che si imprimono nella memoria. Le estati al Cardo, i viaggi in macchina, le visite al cimitero, le veglie notturne, le schede mediche e le piste da pattinaggio si rincorrono in una narrazione che rifiuta la linearità per farsi gesto, gesto che resta. “Piste nere” è un racconto sul tempo che incide e trasforma, sull’infanzia che non finisce mai davvero, sull’amore che consola e stanca, sul modo in cui i corpi e le parole si fanno custodi della vita che passa.
EAN
9791256147274
Data pubblicazione
2025 10 17
Lingua
ita
Pagine
202
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
234
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