«Credo che avrebbe desiderato essere poeta. Credo proprio che avrebbe sacrificato la sua opera per le poche poesie che ha scritto» ricordava Jean Tortel a proposito di Simone Weil. Quelle parole rivelano quanto l’interesse della filosofa per la poesia – coltivato solo a tratti negli anni giovanili – si sia trasformato nel tempo in una fascinazione profonda, destinata ad accompagnarla fino alla fine della sua breve vita. Fedelmente ancorata alla metrica classica in un’epoca di sperimentazione, Weil fa della forma poetica una disciplina interiore: un esercizio capace di manifestare l’invisibile, di dare voce al soprannaturale attraverso immagini e pensieri sospesi tra necessità e bellezza. I curatori del volume, Domenico Canciani e Maria Antonietta Vito, propongono la traduzione italiana dell’intera silloge poetica dell’autrice, accompagnata da un ampio apparato di note e dalle sue riflessioni sulla scrittura. La poesia di Weil si rivela qui come uno spazio in cui il rigore del pensiero incontra l’abbandono dello spirito, e la conoscenza, varcando i limiti della ragione, si apre all’abisso del mistero.
EAN
9791256147779
Data pubblicazione
2025 11 28
Lingua
ita
Pagine
228
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
209
Larghezza (mm)
152
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
240
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