Il volume di Massimo Canevacci delinea un’antropologia politica adeguata alle sfide attuali: il problema diffuso è la cittadinanza, la soluzione possibile è la cittadinanza transitiva. A tal fine, l’autore introduce un sommovimento conflittuale da inserire in una costellazione concettuale più ampia: il soggetto diasporico. Quest’ultimo non si esaurisce con le persone migranti, bensì ingloba qualsiasi soggetto transitivo che rifiuti di essere collocato in un territorio identitario stabile, che viene visto come oppressivo, tradizionale, inadeguato, autoritario, limitante per la propria autonomia espressiva, teorica, politica, esistenziale. L’invito di Canevacci è quello di traforare lo Stato partendo dai soggetti che chiedono di cambiare status: tale movimento coinvolge i più diversi soggetti diasporici – il nativo, l’emigrante, il ricercatore, il creativo, l’angosciato –, uniti dalla voglia di mutamento. Se il soggetto diasporico è un individuo in transito verso qualcosa di temporaneo, spesso indefinito, allora occorre immaginare un inedito diritto costituzionale cosmopolita: la cittadinanza transitiva.
EAN
9791256151356
Data pubblicazione
2024 11 08
Lingua
ita
Pagine
272
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
188
Larghezza (mm)
118
Spessore (mm)
37
Peso (gr)
260
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Cittadinanza transitiva. Un'antropologia politica applicata al soggetto diasporico—