Il volume illustra il percorso di ricerca che ha condotto alla riscoperta del Giovane ignudo fugge nella Cattura di Cristo, annoverato tra le nuove attribuzioni a Correggio nella mostra monografica del 1935 alla Pilotta di Parma. Qualche anno prima, era stato individuato a Londra presso i Rothschild come il probabile originale Barberini ritenuto perduto. Nel 1949 la tavola ricompare in asta da Parke-Bernet a New York ed è acquistata dall’industriale americano Frederick W. Schumacher che nel 1957 la dona al Columbus Museum of Art dell’Ohio. Nel 2012 il museo la mette in asta da Christie’s a New York, sino al recupero più recente narrato nel volume. La commissione deriva con ogni probabilità dagli Este. Alla fine del ’500 l’opera si trova nella collezione di Caterina de’ Nobili Sforza di Santa Fiora, da cui passa ai Barberini (1630-1767 ca.) e da loro nella raccolta dell’antiquario inglese Thomas Jenkins. Il volume, frutto del lavoro corale di più studiosi, restituisce per la prima volta l’intricata storia collezionistica di quello che anticamente era considerato uno dei capolavori di Correggio e ne indaga il complesso tema iconografico, aprendo la strada a nuove piste di ricerca.
EAN
9791256540389
Data pubblicazione
2025 05 30
Lingua
ita
Pagine
192
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
220
Larghezza (mm)
180
Spessore (mm)
15
Come si presenta questo libro
Un libro che lavora molto sul piano visivo
Il libro si apprezza soprattutto sul piano visivo: immagini, costruzione, impaginazione o materiali hanno un peso importante nell’esperienza.
Cosa trovi dentro
Dentro trovi soprattutto arte, design e fotografia.
Perché può piacerti
Può funzionare bene per appassionati di immagine e progetto e creativi, con un tono tecnico e visivo.
Ideale per
Ideale per chi cerca ispirazione visiva
È adatto a chi valuta molto il piano visivo del libro e cerca ispirazione, osservazione o consultazione attraverso immagini e costruzione grafica.
Product Information
Shipping & Returns
Edizione
Acquisto
Non disponibile
From €24.00
Correggio: il «Giovane ignudo» dalle collezioni Este, Sforza e Barberini. Studi e ricerche—