La vista di Tiresia raccoglie un poema post-moderno decadentista, una sezione di prosa poetica epistolare e un trattato filosofico che costituisce il corpus dell'opera (Ennoiónologia computazionale dei sensi oriundi normativi). Il fine dell'opera è proporre al lettore un ripensamento in chiave spirituale del Cristianesimo e della perversione dei poeti maledetti. Marco Scevola indaga i suoi sentimenti carnali al fine di accedere alla trascendenza, attraverso la demistificazione dei valori morali raggiungerà una "cecità vivida" propriamente cinica, un disprezzo nei raffronti della corporeità che è adito al sovrasensibile. Il relativismo soggettivista, per converso, concerne una irrisoria libertà implicata dall'emancipazione, ossia dissacrazione dell'etica metafisico-neoplatonica dogmatica ora decaduta. Il misticismo e l'intento filosofico di fondare un'etica naturalizzata nell'anima umana muovono la penna dello scrittore, che nell'attribuzione valoriale ravvisa l'oggettivo sicché universalmente condiviso ergo verificabile da ciascun uomo. Il telos che instrada la dissertazione filosofica esistenziale, estetica e morale non è costruire una prassi etica, bensì delineare la fattibilità di una replica anti-nichilista successiva al nietzschianesimo.
EAN
9791256896585
Data pubblicazione
2025 10 23
Lingua
ita
Pagine
228
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
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