Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Il vecchio Attilio, in continuo dialogo con il mare e con il paesaggio quasi mitico della natura iblea, in un viaggio della memoria dove tutto muta, rievoca fatti, affetti e personaggi-maschere, che fanno da cornice alla bella storia con la sua Evelina perduta e indimenticata. L’incontro con Stefano, il terziario suo compagno di scuola, comincia a metterlo in crisi. Il finale del racconto, denso di simboli e di segni, si dipana metaforicamente sopra un antico treno dai sedili di legno che lo porta attraverso il buio dell’exitus alla spasmodica ricerca di una luce.
Dentro trovi soprattutto viaggio, luoghi e natura.
Può funzionare bene per studenti e viaggiatori curiosi, con un tono evocativo e informativo.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.