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Emilio De Marchi (Milano, 1851 – Ivi, 1901) è stato autore di alcuni tra i più famosi romanzi italiani di fine Ottocento: Demetrio Pianelli, in primo luogo, e poi Arabella, Giacomo l’idealista, Col fuoco non si scherza. Considerato generalmente come rappresentante di un Verismo moderato dall’umorismo e dal persistente influsso manzoniano, De Marchi in gioventù ha però attraversato una rischiosa esperienza scapigliata, di cui è testimonianza il romanzo che qui riproponiamo: un’esperienza che è all’origine della vena sostanzialmente pessimistica che caratterizzerà poi, al di là della ‘moderazione’, i suoi capolavori narrativi.
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