I nostri Patrioti. Muovemmo loro incontro in quel mattino di liberazione, in cui leggeri vapori sfumavano nel cielo sereno, quasi a rendere più varia e mite la gioia di quella giornata. Scendevano con passo rapido, nelle loro divise di panno giallognolo, su cui spiccava, vivace come una nota lieta, il tricolore. L'entusiasmo dell'ora cancellava, su quei volti giovani, i segni della dura vita dei monti e della guerriglia. Scendevano e la cittadinanza li salutava con affetto impetuoso e tumultuante; li copriva di fiori, gridava, applaudiva, li abbracciava, piangeva. La loro apparizione recava la fine dei cinque anni più tormentati della nostra storia. Ora i Patrioti smobilitano. Hanno compiuto il loro dovere. Hanno osato, hanno combattuto, sofferto. Quando l'invito straniero offriva loro comodità e danari, essi hanno scelto gli stenti. Alla città hanno preferito la macchia, alla tranquillità la lotta, al tedesco e al fascismo, hanno preferito la Patria. Ora, che l'Italia è una, tornano alle loro case. Non hanno avanzato pretese nei momenti della necessità. Non ne avanzano ora. Solo hanno un'aspirazione: che la Causa, per la quale molti di loro sono caduti, non sia disprezzata. Deluderli, sarebbe una colpa. (Il Corriere Apuano del 17 maggio 1945, settimanale della Diocesi di Pontremoli)
EAN
9791257630355
Data pubblicazione
2026 01 23
Lingua
ita
Pagine
424
Tipologia
Libro in brossura
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