Il carattere inquieto dell'arte bolognese, da secoli contesa tra "natura ed espressione", si conferma negli sviluppi novecenteschi dell'Ultimo Naturalismo e dell'Informale, perdurando anche negli anni successivi. Tuttavia, le aperture dei confini geografici e culturali nel secondo Dopoguerra e le conseguenti progressioni stilistiche inducono alcuni artisti a invertire la rotta e a raccogliere un'eredità estranea alle irrequietezze del materismo: il lascito delle avanguardie neoplasticiste e costruttiviste, fondato sulla geometria e sul calcolo. Questa mostra presenta un periodo preciso dell'attività di quattro artisti, Giovanni Korompay, Antonio Mazzotti, Mario Nanni e Ivo Tartarini i quali, in fasi avanzate dei loro percorsi, hanno avvertito l'esigenza di confrontarsi con il geometrismo concretista per proporre un modello alternativo al naturalismo inquieto che, ancora negli anni Sessanta e Settanta, condizionava la vita culturale della città. Quattro percorsi individuali, quasi quaranta opere per raccontare un aspetto meno noto della pittura bolognese: la capacità di coniugare rigore e vitalità, di animare le geometrie dei concretismi storici spostando l'asse dei loro equilibri.
EAN
9791259560940
Data pubblicazione
2023 05 29
Lingua
ita
Pagine
80
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
250
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