Un pericolo esiziale insidia la contemporaneità. Vi striscia dentro. È sopra tutto. È la sottrazione all’uomo del dominio sul proprio pensiero. Quanto proposto in queste pagine è una riflessione snodata attorno a tale minaccia, aleggiante. Riguarda la tecnica, concepita nel suo essere pensiero; nel mescolarsi intelligente al capitalismo; nella maniera del suo volere; nello scopo: tecno-formare il mondo (ossia, adeguarlo alle sue forme); nell’impossessamento dell’uomo, ridotto a mezzo, senza inconscio, senza coscienza. Invertire tale processo è ancora possibile, ma è necessario individuare con estrema precisione il punto su cui operare. Per acquisire il controllo della tecnica occorre, prima di tutto, inibire l’avanzamento corporeo della tecnica. Non la tecnologia, ma il capitalismo è ciò che va colpito. Tutto induce a credere che il rallentamento della presa della tecnica sull’uomo liberi il pensiero e, privato dall’oppressione, il pensiero dell’uomo venga posto là, dove la libertà rivendica di essere espressa: nell’amministrare la tecnica/tecnologia nel genuino e preminente interesse umano.
EAN
9791259626943
Data pubblicazione
2025 09 19
Lingua
ita
Pagine
136
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
209
Larghezza (mm)
146
Spessore (mm)
11
Peso (gr)
172
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Il crepuscolo dell'umano. L'uomo, la tecnica e il capitale—