Il nome del barone Consalvo Ferrante de Bernaudo (1503? +1578) è certamente noto a coloro che si sono già occupati dell’eterodossia della Napoli del Cinquecento. La sua condivisione delle idee religiose del teologo spagnolo Juan de Valdes e la frequentazione dei circoli valdesiani gli costeranno ben due processi da parte del Sant’Uffizio. Che ruolo ebbe all’interno del movimento valdesiano? Sicuramente non di semplice comprimario ma di vero e proprio punto di riferimento. Infatti, sovente si riscontrano negli atti processuali riferimenti alla secta del barone de Bernaudo, il che lo rende personaggio degno di ulteriore indagine storiografica nel lungo elenco degli “incriminati per fede” del Cinquecento. La disamina dei due processi subiti per eresia ci consegnerà un personaggio tanto impetuoso quanto irriverente al cospetto degli inquisitori, ostinatamente orgoglioso delle sue posizioni religiose che, travalicando la dottrina valdesiana, assurgeranno a convincimenti luterani. Prova ne è, che in un incartamento anonimo custodito nell’Archivio General de Simancas, de Bernaudo viene definito come il «il più grande lutherano del Regno di Napoli».
EAN
9791259650689
Data pubblicazione
2021 12 01
Lingua
ita
Pagine
156
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
Spessore (mm)
11
Peso (gr)
300
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Il barone de Bernaudo, eretico del Cinquecento e l’infelice matrimonio di sua figlia Cornelia—