Corpi (dis)organizzati dice di come alcuni -ismi perimetrano il vagabondare di pensieri, prassi. Identità. Così, il passo si fa linguaggio, disciplina, norma. Ché lo stare è bello. Ma anche protendersi. Oltre il perimetro. Corpi (dis)organizzati racconta della materia(lità) ribelle che trabocca, vanifica i paletti dei demiurghi d’ogni tempo. Di tempo in tempo. Così, la mescolanza di valore(i) e di lavoro è futuro o antichissimo mestiere. Di ognunə..., Nessunə. Corpi (dis)organizzati è invito a immaginare anche, altri con-fini: fini? Appunto. Intreccio con mezzi condivisi per un vivere comune. Quindi non solo stare, anche restare, stare-insieme. Co-abitare. Perché l’esistere è qui e ora. Incontro, senza preliminari. Perché i nostri corpi sono irrimediabilmente esposti: in mostra, scoperti, riferiti, raccontati. Se ne consiglia la lettura a chi ama perdersi in labirinti. Senza, per questo, sentirsi prigionierə. Se ne sconsiglia la lettura a chi crede che l’organizzare non abbia nulla a che fare con il colore degli umori. Con la dolciastra nausea sulle mani. Con gli odori. I sudori. Insomma, che sia rigore astratto. Atroce, senza alcun riscatto. Prefazione di Luigi Maria Sicca. Posfazione di Melissa Tyler.
EAN
9791259764881
Data pubblicazione
2022 12 01
Lingua
ita
Pagine
228
Tipologia
Libro in brossura
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Corpi (dis)organizzati. Etica lavoro e organizzare femminista—