Giuseppe Saporito non si riconosce in una poesia tramata soprattutto sulle immagini della contraddizione, come la metafora dei doppi sensi, la sinestesia degli opposti sensoriali (la parola scabra che mette insieme udito e tatto), l'ossimoro che insieme afferma e nega, come nella ungarettiana «numerosa solitudine», specchio della incomunicabilità esistenziale: sono le figure retoriche della crisi del Novecento nelle quali la poesia ha tentato di rappresentare i nodi irrisolti del male di vivere. Saporito rappresenta nelle sue liriche altre dimensioni, dalle tenerezze suscitate dalla nostalgia alla forza degli affetti familiari, nei quali ogni crisi realizza il suo superamento e solo si accampano i miti del padre e della madre e i paesaggi ugualmente mitici nei quali il poeta è andato via via chiarendo a se stesso le ragioni del vivere: una sintesi - questa del paesaggio che si fa eco del sentimento, in reciproci rispecchiamenti - capace di spiegare il segreto di questa poesia, dolcissima nelle evocazioni dell'amore familiare, struggente nei recuperi memoriali e nei profili di boscaglie e colline e città nelle quali il poeta ha vissuto le esperienze che gli hanno svelato i segreti e le trame del nostro destino [Roberto Casalini].
EAN
9791259784063
Data pubblicazione
2025 05 17
Lingua
ita
Pagine
64
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
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