Una storia da seguire con facilità
Franky Boy è un ragazzo come tanti, incastrato nei meccanismi imperscrutabili di una grande azienda che pretende tutto – efficienza, sorriso, adattamento. Ma dietro badge e open space, si consuma una lotta antica: quella contro l’omologazione che divora il pensiero. Tra acrobazie tragicomiche e slanci di ribellione, “Tempi (ultra)moderni” racconta il mondo del lavoro oggi con l’ironia di Chaplin e la disillusione di chi ci è dentro fino al collo. Un romanzo feroce e vitale, dove anche l’alienazione può diventare occasione di riscatto.
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