L'orizzonte che ci spetta analizza e interpreta una gamma di relazioni che l'autore vive, nell'umano e in natura, secondo le misure dell'autenticità, senza costruzioni leziose o strizzate d'occhio al mainstream. Marco Bellini mantiene la coerenza e la pulizia morale che gli sono proprie, senza abdicazioni a ciò che il mondo superficialmente chiede, offrendo invece una lettura della contemporaneità che sa fare a meno di finzioni e ipocrisie. Per fare questo, l'autore si serve di dialoghi anche sorprendenti e inaspettatamente profondi: è così che egli si trova a chiedere alla biscia – andata altrove dopo aver lasciato in terra la propria pelle mutata – Così hai pensato di andartene: / un modo diverso per ricordarmi / che presto anche io dovrò salutare. / Ho sempre pensato che fossi / una meraviglia rinnegata, nascosta / come ora che ti ho persa e gli scrosci / delle foglie non ti rivelano più. // Tu sei andata, io conto il silenzio / mentre ti chiedo se puoi / (anche solo con un bisbiglio o incastrando una vecchia foglia / in una ragnatela) dirmi della forma, / dell'essenza… di qualcosa / che sta di là. Si tratta di verità che parlano – tra le altre cose – di mistero e di senso del sacro, verità delle quali avremmo tutti irrimediabilmente bisogno.
EAN
9791259972392
Data pubblicazione
2025 09 03
Lingua
ita
Pagine
136
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
136
Larghezza (mm)
198
Spessore (mm)
21
Peso (gr)
180
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