Perché pensiamo che la psicologia sia una disciplina nuova? Perché incomincia a svilupparsi proprio nell’Ottocento? E poi, perché quando sediamo sul lettino dell’analista sentiamo ancora parlare di Edipo? L’autrice propone una prospettiva inedita sulla dimensione sociale della psicoanalisi, analizzando le somiglianze di forme, scopi e metodi di presa in carico con il mito. Come in un passaggio di testimone, oggi la psicologia in Occidente svolge il ruolo che il teatro greco, prima, e il rito della messa poi, hanno sempre adempiuto: incarnare il mito. Così, utilizzando da un lato Aristotele e dall’altro il desiderio mimetico girardiano, si tratteggia un quadro diverso, dove il mito non è più superstizione favolesca ma vero e proprio nutrimento psichico: indice di un orizzonte di senso, messo in discussione dall’epoca dei Lumi e quasi soffocato, il mito si veste di scienza per rischiarare il fosco inconscio. Uscito dalla porta, non poteva che rientrare dalla finestra. Premessa di Roberto Tagliaferri.
EAN
9791280097132
Data pubblicazione
2020 11 23
Lingua
ita
Pagine
104
Tipologia
Libro in brossura
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Un silente ritorno al mito. Perché la psicologia non può fare a meno del racconto epico—