« […] Non entrano nei fatti vostri; vi rivolgono di rado la parola, ma non perché timidi o privi d’eloquenza, ma perché assenti in propri pensieri. Ma basta che esprimiate un desiderio, ed eccoli farsi a pezzi per accontentarvi: lo fanno per inclinazione a farsi benvolere […]. Terra ospitale, terra d’asilo!».Così Giuseppe Ungaretti qualificava la gente del Cilento. Ma è possibile definire l’identità di un luogo? Anche di quello in via di spopolamento? E quali sono i tratti costitutivi di quell’identità? Con una narrazione che muove dalla suggestione del mito e approda alla verità della storia, Botti e Maldonato conducono il lettore alla scoperta del Cilento antico, crocevia di civiltà millenarie, e del Cilento moderno, interrogandosi sul ruolo della memoria nella costruzione dell’identità, attraverso il recupero dell’eredità dei grandi intellettuali che qui hanno fondato la filosofia, il pensiero religioso, le rivoluzioni politiche e la difesa militante dei paesaggi culturali. Che fanno del Cilento la «civiltà assai rara» di cui cantava Ungaretti.
EAN
9791280116468
Data pubblicazione
2024 09 09
Lingua
ita
Pagine
128
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
148
Spessore (mm)
12
Come si presenta questo libro
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Il ponte di ferro. Il Cilento: dal mito alla realtà, dalla preistoria alla storia, alla ricerca di una identità—