L'apprendistato alla morte è un percorso poetico lacerato e vertiginoso, in cui Marco Vetrugno attraversa le soglie dell'identità, del dolore, della follia. In questi testi dalla tensione febbrile e visionaria, corpo e mente si fanno campo di battaglia, memoria e abisso. La voce poetica si frantuma e si ricompone tra allucinazioni mistiche, derive psichiche, residui urbani e ricordi infetti: un io che non si confessa ma si espone, ferita aperta e frammento dissidente. Il tempo dell'apprendistato è quello dell'iniziazione alla perdita, alla consapevolezza della fine, ma anche a un linguaggio che tenta di reggere la vertigine. Vetrugno scrive con urgenza e precisione, incrociando spiritualità ed esperienza psichiatrica, visione e materia, in un ordito che fonde lirismo estremo e brutalità esistenziale. Come sottolinea Renato De Capua nella prefazione, «esiste una dialettica anche nel congedo, un'eterna battaglia tra tradurre e rinominare, scomporre e riassestare le parti in un unico corpo». Una poesia che non consola, ma scava, attraversa, riemerge - e nel farlo chiede di essere ascoltata fino in fondo, anche quando fa male.
EAN
9791280138460
Data pubblicazione
2025 09 12
Lingua
ita
Pagine
96
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
190
Larghezza (mm)
129
Spessore (mm)
9
Peso (gr)
126
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