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«Dopo "Cavalleria", "Tilda" è l'unico raggio di sole che sia arrivato ad irradiare il fosco orizzonte del dramma lirico italiano»; con queste parole la "Scena illustrata" commentava il trionfale debutto che la pièce di Cilea aveva avuto a Firenze nell'aprile del 1892. Ma il cammino dell'opera s'arrestò bruscamente l'anno seguente e la distruzione della partitura nel primo conflitto mondiale completò il processo d'oblio di quella che, insieme a "Cavalleria rusticana" di Mascagni, "Mala vita" di Giordano e "Pagliacci" di Leoncavallo, viene considerata una colonna portante del primo autentico verismo italiano.
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