Il teatro di Santanelli coglie aspetti non immediatamente percepibili del reale mediante una radiografia della disarmonia che investe la condizione umana nella quotidiana esistenza. Non s’intende rappresentare la realtà, poiché quest’ultima (pirandellianamente) “non esiste”, ma quell’illusione che ciascuno elabora in misura soggettiva, lasciando che a prevalere sia una visione perfettamente univoca e mentalistica in cui, abiurati gli intrecci lineari e risolutivi, il relativismo prospettico viene eletto a naturale modus operandi. A più livelli, la linea principale del serio-comico santanelliano rivela la volontà di porre continuamente in discussione le certezze nelle quali l’umanità si crogiola, i luoghi comuni, gli alibi intellettuali. Drammaturgicamente non si persegue quel processo di assottigliamento del diaframma tra finzione e realtà principiato con i padri del teatro moderno, Ibsen e Čechov, così come diversa è la strada rispetto alla visione razionalista del reale che in Brecht trova piena attuazione. Si produce, altresì, un’apertura, nei margini e nelle falle del vissuto, della possibilità di un iter scenico fondato su un’inedita agnizione dell’immaginario.
EAN
9791280301536
Data pubblicazione
2023 03 29
Lingua
ita
Pagine
200
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
151
Larghezza (mm)
211
Spessore (mm)
22
Peso (gr)
286
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Poetiche del conflitto in interno borghese. Il teatro anarcoide di Manlio Santanelli—