Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Nella premessa alla sua versione di "Pierino Porcospino", l'autore (Paolo Pera) si qualifica come 'missionario' nel «proporre goffamente i frutti di un'alienata – e inquinata – fantasia», cercando di sviarci dal recondito della sua vera intenzione: rileggere l'inconscio di "Der Struwwelpeter" di Heinrich Hoffmann, facendo finta (l'estetica analitica parlerebbe di make-believe) di fornirne una traccia aggiornata sulle corde di una presunta diegesi autobiografica.
Nella premessa alla sua versione di "Pierino Porcospino", l'autore (Paolo Pera) si qualifica come 'missionario' nel «proporre goffamente i frutti di un'alienata – e inquinata – fantasia», cercando di sviarci dal recondito della sua vera intenzione: rileggere l'inconscio di "Der Struwwelpeter" di Heinrich Hoffmann, facendo finta (l'estetica analitica parlerebbe di make-believe) di fornirne una traccia aggiornata sulle corde di una presunta diegesi autobiografica.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.