Un libro che lavora molto sul piano visivo
Erano gli anni ‘70, ma nella mia casa si respirava ancora un’aria antica. Tutto quello che accadeva fuori non ci apparteneva. Eravamo protetti da tutto e da tutti. Non so neanche se quella fosse una casa, un castello o una reggia. Fatto sta che lì mi hanno messo al mondo. Lì stavo bene. Era la mia casa, il mio rifugio. Quel tetto, quelle mura mi proteggevano; in quella casa si è fondata la mia vita. È curioso come un posto, delle cose, degli oggetti possano costruire le basi per quello che sarai. …È rimasto solo un piccolo ricordo, di una voce che dice: “dammi la mano”.
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