La croce, diceva don Tonino Bello, è “collocazione provvisoria”. E a questa sua metafora ho subito pensato, dopo aver letto la Via Crucis scritta da Enzo Quarto, accompagnata dalle pregevoli formelle di Vito Zaza. Sì, perché gli autori non si sono fermati, come di solito avviene, alla XIV Stazione, quella della deposizione nel sepolcro, ma si sono spinti fino al mattino di Pasqua, approdando alla Risurrezione e facendoci incontrare il Cristo Vivente, che oggi e sempre cammina per le strade del mondo accanto a noi, come fece quello stesso giorno con i discepoli di Emmaus. Collocazione provvisoria. Quarto e Zaza non lasciano l’ultima parola alla morte, ma ci conducono per mano sulla sponda della vita eterna, che – come il Regno di Dio – comincia sulla Terra, per poi compiersi pienamente oltre il passaggio nel grembo della fine corporale, nuovo e definitivo battesimo che inaugura il nostro “per sempre”. Perciò questa Via Crucis è un inno alla Speranza, intesa non come vago sentimento di ottimismo, ma come virtù teologale e in definitiva come certezza che in Cristo tutte le promesse del Padre si sono già avverate.
EAN
9791280554369
Data pubblicazione
2023 02 15
Lingua
ita
Pagine
78
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
6
Peso (gr)
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«In verità vi dico...». Meditazioni poetiche della Via Crucis nella Parrocchia Santa Famiglia di Molfetta—