Una storia da seguire con facilità
Siamo, col nuovo libro di Paolo Butti, nell’ambito di una poesia visionaria, partorita dalla esposizione alle tragedie della storia odierna, governata da una oligarchia del denaro. Il poeta è, in questo libro di ferite e di cicatrici, una coscienza indebolita per scelta, velata, sfibrata, depotenziata, capace proprio per questo di cantare i reietti, sentendosi uno di loro, un viandante, e di vivere, come l’Orfeo di Rilke, nel regno della metamorfosi.
Siamo, col nuovo libro di Paolo Butti, nell’ambito di una poesia visionaria, partorita dalla esposizione alle tragedie della storia odierna, governata da una oligarchia del denaro. Il poeta è, in questo libro di ferite e di cicatrici, una coscienza indebolita per scelta, velata, sfibrata, depotenziata, capace proprio per questo di cantare i reietti, sentendosi uno di loro, un viandante, e di vivere, come l’Orfeo di Rilke, nel regno della metamorfosi.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.