Il libro è il frutto di un reportage compiuto negli anni sessanta da un grande giornalista italiano, corrispondente estero per la rivista “Tempi”, edizione italiana di “Life”. Quando Felice Bellotti mette piede a Taiwan nel 1956, l’isola non è ancora un tassello essenziale del domino geostrategico, ma piuttosto un refugium peccatorum, un lembo di terra posto ai confini del mondo dove ha trovato riparo un esercito di sbandati, colpevoli di aver scelto di battersi dalla parte sbagliata nell’immane conflitto da poco conclusosi di cui lo scrittore coglie ancora i segni tangibili nelle distruzioni dovute ai bombardamenti, a stento mascherate dalla frenesia caotica della ricostruzione. Per Bellotti, Formosa è per definizione «l’isola dai due volti», ma la dicotomia che costituisce l’intima essenza di Taiwan non risiede tanto, come si sarebbe indotti a credere, nella sua particolare composizione etnica che vede la maggioranza cinese insediatasi all’epoca della dinastia Ming convivere con le popolazioni autoctone di origine austronesiana e con i pochi giapponesi rimasti sul posto dopo il ritiro delle armate imperiali, quanto piuttosto nell’insanabile contrasto tra modernità e tradizione, che ancora si confrontano in quella che è diventata la terra più contesa del XXI secolo.
EAN
9791280611796
Data pubblicazione
2025 01 22
Lingua
ita
Pagine
250
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
220
Larghezza (mm)
148
Spessore (mm)
30
Peso (gr)
400
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