Il treno cancella paesi e stazioni. Sembra il ritornello di una canzone, invece è una delle tante verità di questo libro. Il protagonista è pendolare da anni, racconta di incontri tra vagoni, binari, stazioni. Al centro ci sono i valori delle generazioni del passato, tramandati ai figli, c’è il tema del dolore attraverso la morte dei genitori. Ci sono i boschi e le montagne della Valcamonica, uomini di montagna, all’apparenza rudi, ma con il cuore grande, non esistono case senza orto, la freschezza dell’acqua di montagna; c’è il diventare adulti, quando si scriveva con la penna e non più con la matita, nel passaggio dall'asilo alle scuole elementari. Il rammarico dell’autore? Non aver detto al papà che se quella biro ha segnato la sua vita, un po’ il merito era anche suo, se non fosse il fatto che quella bic l’aveva comprata. Il rispetto nel lasciare la mamma sola accanto al papà deceduto, perché quello era un suo diritto, quasi un patto dal quale tutti restavano fuori. Come la vita, il treno è un viaggio, e quando si scende, si prova a telefonare a chi non c’è più, e... sai cosa ti dico? Ora non ci serve più il telefono per parlarci… Storie, sguardi, stazioni, e... treni.
EAN
9791280628206
Data pubblicazione
2022 03 21
Lingua
ita
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
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Pericoloso sporgersi. Storie di treni, stazioni, sguardi—