L’autocoscienza femminista e il metodo di presa della parola in contesto antipsichiatrico sono state modalità politiche originali adottate nel lungo Sessantotto italiano. Nuove modalità significa anche nuove tematiche: l’autocoscienza apre le porta all’indagine femminista sulla sessualità, non più rivoluzione sessuale al maschile, ma liberazione del proprio corpo e di un piacere coniugato al femminile, fino a quel momento del tutto inedito. La presa di parola si fa così rivoluzione, affermazione di sé nel mondo, costruzione di contro-comunità emozionali chiamate a legittimare la rivendicazione di nuove soggettività ai margini – femminili, omosessuali, portatrici di “disagio mentale”. Tra storia delle emozioni, di genere e della sessualità, con fonti orali e affondi archivistici, il libro propone un’analisi critica dei “metodi della parola” del Sessantotto per capirne le potenzialità politiche sul breve e lungo termine, dall’antipsichiatria al femminismo sexpositive, fino alle tematiche LGBTQI+ e al postporno.
EAN
9791280675385
Data pubblicazione
2024 07 15
Lingua
ita
Pagine
332
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
27
Peso (gr)
386
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Con questo nemico ci facevamo l'amore. Autocoscienza e costruzione di nuove identità nel lungo Sessantotto italiano—