Media e memoria sono legate da un rapporto indissolubile. Fissare, memorizzare, commemorare, richiede sempre un atto di mediazione: pareti, oggetti, linguaggi, media. Il libro ricostruisce l’evoluzione di questo rapporto, dall’arte rupestre fino ai moderni smartphone, indagandone anche le diverse implicazioni sociali. L’autore si sofferma sui rischi legati al nuovo culto “religioso” del digitale. Tutta la nostra memoria sembra dipendere dall’uso compulsivo dei dispositivi digitali. Crediamo in un’entità superiore (la Rete, l’Intelligenza Artificiale, i Social Media) che gestisce le nostre vite. Le nostre speranze, anche di immortalità, derivano da algoritmi per l’archiviazione e l’elaborazione dell’informazione. Quali conseguenze sulle nostre capacità di conoscere? Chi o cosa possiede e controlla la nostra memoria, individuale e collettiva, ovvero la nostra stessa identità? Di fronte all’avanzata di questa “teocrazia tecnologica”, l’autore fa appello a una nuova “laicità digitale”.
EAN
9791280675439
Data pubblicazione
2024 06 20
Lingua
ita
Pagine
308
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
211
Larghezza (mm)
143
Spessore (mm)
24
Peso (gr)
350
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Media e memoria. Lineamenti di un nuovo culto del digitale—