Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Ho il nome di una nave è prima di tutto una dichiarazione d’amore per le sue origini, come esprime nella lirica eponima dal palese afflato autobiografico e una dichiarazione, implicita, anche per il suo cammino in cui l’amore, alla fine, si rivela come vera e unica patria, agognato porto del ritorno, affiancata, pur su piani diversi al Mozambico, terra-madre celebrata e venerata alla stregua di una divinità benevola e accogliente.
Ho il nome di una nave è prima di tutto una dichiarazione d’amore per le sue origini, come esprime nella lirica eponima dal palese afflato autobiografico e una dichiarazione, implicita, anche per il suo cammino in cui l’amore, alla fine, si rivela come vera e unica patria, agognato porto del ritorno, affiancata, pur su piani diversi al Mozambico, terra-madre celebrata e venerata alla stregua di una divinità benevola e accogliente.
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Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.