Il quadro storiografico italiano ha registrato negli ultimi decenni una sempre maggiore attenzione agli studi marittimi e al ruolo del mare quale fattore di sviluppo economico e crescita di aree costiere e città portuali. Un approccio che ha contribuito a rivalutare il tema del mare quale terreno di ricerca è certamente quello della storia dell’ambiente e delle sue risorse, che ha posto al centro della riflessione problematiche dalle complesse e molteplici implicazioni sociali, economiche e ambientali. Tra queste il problema della conservazione delle risorse ittiche che, nel corso del Settecento, comincia a imporsi nella storia della pesca dopo l’introduzione della pesca a coppia nel Tirreno e in Adriatico. L’accusa che si leva contro questa tecnica è quella di compromettere la riproduzione di molte specie e di devastare i fondali marini. Il documento qui proposto fu redatto a seguito dell’Editto proibitivo della pesca a coppia in Adriatico emanato dallo Stato pontificio nel 1773, e consente di delineare le trasformazioni del settore della pesca offrendo uno spaccato delle condizioni economiche e sociali dei centri costieri adriatici pontifici nella seconda metà del Settecento.
EAN
9791280732101
Data pubblicazione
2019 07 20
Lingua
ita
Pagine
214
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
148
Spessore (mm)
12
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Le «Osservazioni di fatto, e di ragione sulla proibizione delle paranze a coppia nell’istesso Mare dell’Adriatico» (1774)—