Il libro è basato in parte su opere a stampa, prevalentemente la rivista del Governatorato di Roma “Capitolium”, sulle memorie famigliari che venivano dai racconti di mio padre e infine su sintetici e svelti rilievi dei vari giardini effettuati a mano libera sul campo partendo dalle mappe catastali dei diversi giardini realizzati da Raffaele de Vico, elaborati grafici che non erano stati concepiti come documenti tecnici, ma soltanto come sostegno visivo alle cose che si andavano narrando nel volume. Lo stesso significato riguardava più ampiamente il saggio stesso, il quale voleva essere una sorta di richiamo di attenzione su un artista di giardini che ne sembrava meritevole. Si intuiva che molto vi era ancora da studiare sull’opera di Raffaele de Vico, e la speranza era che a qualcuno venisse il desiderio, nel tempo, di raccogliere il testimone di questa che mi piaceva immaginare come il primo passo di un’auspicabile più ampia ricerca. Dopo tutto agli specialisti della storia e dell’architettura di Roma non sfuggivano i giardini che abbellivano Roma. [dalla Premessa di Massimo de Vico Fallani]
EAN
9791280732576
Data pubblicazione
2022 10 14
Lingua
ita
Pagine
250
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
168
Spessore (mm)
14
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