Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Lo Calascione scordato di Masto Domenico Bartolo costituisce certamente un documentario-arcobaleno in cui il cineasta-fotografo e il cantore del dinamismo vitale delle popolazioni meridionali, in primis la città di Napoli, la Partenope bella, s’immerge in un mondo reale, concreto, quello di Morano, in Calabria Citra, più vivo che mai agli inizi del '700. E al suo ciak-si gira, la perla del Pollino, quasi per magico incanto, si fa “anima che canta”.
Lo Calascione scordato di Masto Domenico Bartolo costituisce certamente un documentario-arcobaleno in cui il cineasta-fotografo e il cantore del dinamismo vitale delle popolazioni meridionali, in primis la città di Napoli, la Partenope bella, s’immerge in un mondo reale, concreto, quello di Morano, in Calabria Citra, più vivo che mai agli inizi del '700. E al suo ciak-si gira, la perla del Pollino, quasi per magico incanto, si fa “anima che canta”.
, con un tono illustrato.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.