Pietro, Giacomo, Giovanni, Simone, accompagnati da Agata, entrano nella locanda del vecchio Piva in un tempo che già preannuncia l'arrivo imminente dell'inverno. La valle in cui si muovono è uno spazio dell'anima in cui la vita si fa lenta e il tempo smette di misurarsi in ore. Qui la memoria ha il colore del legno vissuto, l'odore del fumo e del brodo caldo. Le parole si scambiano come pane: spezzate, offerte, mai sprecate. Piva parla al passato e al presente insieme. La sua voce ruvida è un rifugio, i suoi silenzi un modo di restare. Nei suoi racconti si mescolano Anguane e partigiani, tabacchi essiccati e leggende, biografie che non cercano verità ma risonanza. E poi c'è quel filo invisibile che tiene tutto insieme: la gentilezza. Quella che non fa rumore, che non chiede nulla, che resta anche quando il mondo cambia strada. Queste pagine non ci offrono una morale da interpretare. Ci indicano piuttosto una possibilità: quella di abitare il mondo in modo più umano. Che non grida, non appare, non ha fretta. Come le voci della valle, reali e fantastiche, che continuano a parlarci anche dopo che il libro si è chiuso.
EAN
9791280799388
Data pubblicazione
2025 11 24
Lingua
ita
Pagine
194
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
148
Spessore (mm)
10
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