Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Quando Cagliari – dopo le bombe di febbraio e marzo ‘43 – era solo un orrendo cumulo di macerie e tutto sapeva e odorava di sangue e di morte, un camioncino passò in mezzo a quella infinita devastazione. Era Sant’Efisio che, anche in quella immane tragedia, passava per le strade di quella che era stata la “città del sole”. Nel tragitto fu adagiato nel cassone del furgoncino che correva verso Nora. E per tutti fu Efis mortu, sodale con le vittime e i feriti di ottant’anni fa. Il Voto fu sciolto, Cagliari seppe rialzarsi e risorgere. Perché mai si volle staccare dal manto rosso del suo “protettori poderosu”.
Quando Cagliari – dopo le bombe di febbraio e marzo ‘43 – era solo un orrendo cumulo di macerie e tutto sapeva e odorava di sangue e di morte, un camioncino passò in mezzo a quella infinita devastazione. Era Sant’Efisio che, anche in quella immane tragedia, passava per le strade di quella che era stata la “città del sole”. Nel tragitto fu adagiato nel cassone del furgoncino che correva verso Nora. E per tutti fu Efis mortu, sodale con le vittime e i feriti di ottant’anni fa. Il Voto fu sciolto, Cagliari seppe rialzarsi e risorgere. Perché mai si volle staccare dal manto rosso del suo “protettori poderosu”.
, con un tono facile e un approccio facile.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.