È sempre complicato provare a restituire l’immagine di un territorio, quale che sia il medium attraverso il quale si intende realizzare questa intenzione. Come ogni paesaggio, anche quello dell’Irpinia è più eterogeneo di quanto ci viene restituito da un immaginario collettivo che, in prima battuta, ci fa associare questa terra, quasi istintivamente, a una natura aspra quanto generosa, a montagne e pascoli, a vigne e boschi, a borghi di pietra e campagne lavorate da secoli. C’è un’Irpinia, un po’ arcana e misteriosa, rappresentata da artisti e intellettuali, e ci sono altre irpinie, come quella delle valli verso ovest o, ancora, quella dei centri abitati più grandi. È a uno di questi centri, Avellino, che Luigi Cipriano ha volto il suo sguardo. Con "Greetings from Avellino. Cartoline da un Tempo Immobile", l’autore documenta e racconta le mutazioni in atto nel paesaggio del capoluogo irpino, indagando limiti e contraddizioni dell’impatto innescato dagli innesti di nuovi comparti nella trama urbana ai margini del centro della città, per effetto delle scelte urbanistiche operate tra il dopoguerra e il Terremoto del 1980.
EAN
9791280884350
Data pubblicazione
2025 04 18
Lingua
ita
Pagine
48
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
297
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Greetings from Avellino. Cartoline da un tempo immobile—