Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Dare voce ad una strega, farla danzare, soffrire, amare, farla abitare, ma dove? In case con zampe di gallina e serrature di denti, circondata da animali parlanti e piante deformi. Il libro di poesie di Gaia Giovagnoli fa rivivere la favola di Babajaga per svelarne gli angoli più remoti, con l’intento, non tanto di far avvicinare la strega all’umano, ma il suo esatto contrario: quanta mostruosità, quanta magia, e infine, quanta commozione c’è nella nostra immaginazione?
Dare voce ad una strega, farla danzare, soffrire, amare, farla abitare, ma dove? In case con zampe di gallina e serrature di denti, circondata da animali parlanti e piante deformi. Il libro di poesie di Gaia Giovagnoli fa rivivere la favola di Babajaga per svelarne gli angoli più remoti, con l’intento, non tanto di far avvicinare la strega all’umano, ma il suo esatto contrario: quanta mostruosità, quanta magia, e infine, quanta commozione c’è nella nostra immaginazione?
, con un tono emotivo.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.