Questo libro, esito di una lunga riflessione sul rapporto tra femminilità, violenza sessuale e contesto politico-sociale, analizza alcune dinamiche patriarcali intimamente connesse alle discriminazioni di genere, in particolare alla rappresentazione del corpo della donna visto in funzione tradizionalmente procreativa. Tema centrale è da un lato l’assoggettamento sessuale del corpo femminile, qui indagato attraverso un’analisi delle prospettive filosofiche femministe, dall’altro il rapporto tra rappresentazione virile della maschilità e appartenenza sessuale come espressione di una specifica identità nazionale. Da ciò si sviluppa un’originale rilettura critica della correlazione guerra-violenza in prospettiva psicoanalitica, finalizzata a rivelare non solo le istanze politiche ma anche i più sottili meccanismi interni di reificazione di un “altro” ritenuto pericoloso. Infine, un focus storico-politico incentrato sullo stupro di massa delle donne bosniache nel conflitto in ex-Jugoslavia analizza i rimandi tra ideologie nazionaliste, militarismo e “femminilizzazione” della guerra.
EAN
9791281045095
Data pubblicazione
2022 11 21
Lingua
ita
Pagine
254
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
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Corpo femminile e violenza politica. Lo stupro tra nazionalismo e conflitto etnico—