L'atto psicanalitico oggi, dopo Lacan

Questo breve scritto, che si riannoda al primo libro dell’Autore (Freud, l’inconscient, 1977) declina l’epigonismo e la divulgazione per tentare di fare un passo avanti nell’attuale stallo della ricerca psicanalitica. Breve, ma complesso e articolato, s’impegna a descrivere, passo dopo passo, che cos’è l’atto psicanalitico: un ascolto del discorso dell’analizzante che è in realtà una lettura a bassa voce del suo testo, che l’analista ristabilisce non per interpretarlo, come farebbe un ermeneuta, ma per tradurlo. Nel fare ciò, egli individua inevitabilmente degli elementi intraducibili che non passano da una lingua all’altra se non al prezzo di un tradimento. In essi, puntualmente segnalatigli, l’analizzante è invitato a riscoprire la sua asimbolia primaria (termine inventato da Freud, accanto all’agnosia e all’afasia) e a denunciare il “falso nesso” (il faux-ami, “falso amico”, potremmo anche definirlo, secondo il nome che i traduttori danno al loro incubo) tra il suo desiderio e la congiunzione a un simbolo che lo ha tradito e che è all’origine della sua sofferenza.

EAN

9791281081710

Data pubblicazione

2025 12 01

Lingua

ita

Pagine

122

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

190

Larghezza (mm)

115

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