Una storia da seguire con facilità
Scaglie di marmo levigate di una statua ferita; c’è un’attesa, un grido soffocato. Sul pavimento della terra, giacciono lapislazzuli, probabili residui di stelle morte. Richiamare la voce dalla richiesta arresa, l’Ave Maria accarezza. E il tempo che non basta, la luna appesa alla sua pena. “Ridatemi l’attesa, la vita perduta e il suo significato”. Anacleta Camaioni sa che ogni parola è parte di un discorso, eppure quella, non riesce ad evitare gli inciampi nella distanza di una vita passata; ogni cosa non avuta o non data, diventa un lutto. (Daniele Cavicchia)
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