Terzani, prima e dopo. Da un lato il reporter, presente nei luoghi dove la Storia si schiera con i popoli oppressi: come a Saigon. Dall’altro, il cronista, che denuncia l’abolizione dei diritti, i genocidi, le deportazioni, le torture. Phnom Penh, Hanoi, Pechino, Vientiane, Rangoon. Anche per i suoi lettori, esiste un ‘prima’ e un ‘dopo’. Nel ‘prima’, l’affinità con la fede inquieta di La Pira e Don Milani, con il doposcuola per gli emarginati, con le lotte d’indipendenza nel Sudest asiatico. È come se Terzani, dopo Marco Polo e Salgari, diventasse una porta sull’Asia del secondo Novecento: Rivoluzione culturale, cacciata degli invasori, guerre fratricide. Poi, il racconto di un’altra Asia: civiltà devastate, riti, magie, etnie che resistono ai tiranni e al consumismo. Il Giappone lo fa star male, i Paesi socialisti calpestano la dignità umana. Nella denuncia e nella difesa della sacralità dell’uomo, c'è la convinzione che “la prima rivoluzione deve avvenire in noi stessi”. Infine, il Terzani dell’ashram, che cerca la via spirituale: “la cosa più vicino al divino”. “Come tanti altri, sono uno che senza troppi pregiudizi, senza paura del nuovo o del ridicolo, cerca..."
EAN
9791281116696
Data pubblicazione
2025 11 13
Lingua
ita
Pagine
130
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
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