Gattità

Parola recentemente codificata nel Vocabolario Treccani, la «gattità» entra per la prima volta, felpatamente, nella lingua italiana con questi versi di Gianfranco Palmery: «cerca il cibo, si appisola, si / spulcia: cura la sua faticosa gattità»; iniziavano gli anni Ottanta del “secolo breve”, così si chiudeva una delle più belle poesie mai dedicate a un gatto. Questa essenza aliena, che non nasconde agli occhi del poeta tratti demoniaci, sembra però somigliare sempre di più alla nostra «faticosa umanità». Il «demonio infelice», «la gatta di tutti i diavoli», le «bianche gatte di latte» e la «metamorfosi in pelliccia» scoprono il loro lato tenero e terreno: si aggirano tra libri e carte, vanno e vengono dai balconi ai letti alle poltrone; cercano il cibo, si spulciano, si accoppiano, si annoiano, dormono, sognano – e muoiono. Gianfranco Palmery, ovunque stesse, aveva sempre a portata di mano carta e matita. I versi di Gattità sono doni accertati della musa, colti al volo.

EAN

9791281124080

Data pubblicazione

2025 09 08

Lingua

ita

Pagine

64

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

175

Larghezza (mm)

120

Spessore (mm)

5

Peso (gr)

90

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