È possibile il ritratto di una città? Certo che sì, ce l’ha insegnato Calvino. Blu di metilene è il più bel ritratto di Asilah, abitata e visibile su una costa dell’Atlantico. Ma ancor più è il disegno di una città visionaria, la mitologia di un viaggio che Francesco Tarquini fa nell’umano e nella scrittura. Allo stile affabulatorio non sfugge il dettaglio. Incontriamo figure di scrittori come Edmond El Maleh, di artisti quale Khalil El Ghrib, o di cittadini esemplari della storia e del pensiero. Merito di Tarquini è quello di essersi immerso nell’onda viva di Asilah e di averne assimilato e cantato l’essenza in un continuum di passato e presente che si fondono. Si esplora qui il tempo più che lo spazio. Il fluire diventa la forma del tutto, a tratti per lampi la città piano si scopre. Chi è la passante silenziosa che si palesa e percorre i vicoli nella calura e in essi si dilegua senza che mai il narratore possa vederla in viso? È lei forse il mistero. Ne ha la natura sfuggente, ma possiede anche – vera Sheherazade – la capacità di restituire vicende e destini che si perdono, tornano; di rivelazioni nelle quali non è la città che infine si svela, ma l’anima di chi scrive.
EAN
9791281124097
Data pubblicazione
2024 10 15
Lingua
ita
Pagine
112
Edizione
10
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
207
Larghezza (mm)
12147
Spessore (mm)
8
Peso (gr)
200
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