Lavoratori e lavoratrici sono i protagonisti di una narrazione della quotidianità e dei suoi inciampi: la precarietà, le ingiustizie, la salute cagionevole a seguito di incidenti sul luogo di lavoro, l'occasionale rottura di rapporti affettivi, l'importanza della solidarietà e della condivisione dei problemi, negli affetti e nella sindacalizzazione, la difficoltà a far fronte ai bisogni della vita quotidiana, le forme materiali dello sfruttamento capitalistico a cui soltanto una risposta collettiva può fare da argine. Oltre l’analisi sociale, il racconto si fa toccante, commovente, ma anche capace di generare sdegno e indignazione. In appendice, a completare il quadro, il colloquio con la madre di un lavoratore ventunenne morto sul lavoro, alcune riflessioni e i dati ISTAT su quella che è stata definita la “strage silenziosa”. La parola infortuni, etimologicamente derivata da “fortuna”, è qui messa in discussione dalla vita concreta: tornare a casa vivi dopo una giornata di lavoro dovrebbe essere un diritto garantito per tutti, non una questione di fortuna.
EAN
9791281273603
Data pubblicazione
2025 07 31
Lingua
ita
Pagine
96
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
6
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Diciassette maggio. Pane e spine: è il lavoro senza tutele—