Per la scoppiettante vena di manipolatore del linguaggio, per gli effetti nonsensici e parodici, e la malinconica arguzia, Gino Patroni (1920-1992) è considerato uno dei più grandi epigrammisti del Novecento italiano, accostabile a Toti Scialoja. Possiede il genio del nonsense e del gioco di parole (Arrigo Petacco). Un giorno Patroni è con Gianni Brera, assistono a una partita di calcio, entrambi sono giornalisti sportivi. A un certo punto Patroni sussurra all'orecchio di Brera: «Orsù!». Brera si aspetta che all'esortazione segua un concetto. Non segue nulla. «Orsù cosa?!» lo incalza Brera. E Patroni: «Una famiglia di orsi recentemente scoperta in Sardegna». Questa antologia, curata da Monica Schettino che firma anche un'approfondita introduzione, ripropone una scelta significativa di epigrammi di Patroni, freschi e pungenti, attraversati da una comicità irriverente. Rileggere oggi Patroni è ancora un esercizio nutriente che trasmette un godimento irresistibile. Dal nome della prima raccolta di epigrammi di Patroni, Aritmie, prende il nome questa «collana di scritture anomale» che privilegia testi con un respiro comico-surreale, storie bislacche, visionarie, lunatiche.
EAN
9791281348219
Data pubblicazione
2024 10 22
Lingua
ita
Pagine
224
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
185
Larghezza (mm)
130
Spessore (mm)
19
Peso (gr)
380
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