Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Se per scrivere i miei romanzi ho impiegato sette-otto mesi, per arrivare a definire “La conta dei giorni sbagliati” ho impiegato circa un decennio. Lo consegno alla benevolenza dei miei abituali lettori e alle riflessioni di coloro che vissero appieno quel periodo post-bellico, ma soprattutto gli anni '70, rivoluzionari, contestatari, violenti in cui le donne – dei cortei, delle fabbriche, dei collettivi, dei terroristi, complici e custodi di strategie eversive, di armi e segreti - hanno avuto, ancora una volta, un ruolo centrale. (l'autrice)
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