Una storia da seguire con facilità
Nascono dai rovi le poesie di Greta Rodan, come la merìcula, la mora in dialetto molisano, figlia delle spine, frutto selvatico e prelibato che si offre a colui che riesce a vederla, al viandante lento che la sa cogliere senza paura di farsi male. Versi epidermici che giungono con la parola “vestita” di nudità, e lievi s’insinuano sotto pelle fino a raggiungere le viscere, in profondità, quella dell’anima, in un viaggio di vertiginosi tornanti, leccando le ferite e recuperando brandelli di sogni da ricucire. (dalla prefazione di Anna Maria Di Pietro)
Nascono dai rovi le poesie di Greta Rodan, come la merìcula, la mora in dialetto molisano, figlia delle spine, frutto selvatico e prelibato che si offre a colui che riesce a vederla, al viandante lento che la sa cogliere senza paura di farsi male. Versi epidermici che giungono con la parola “vestita” di nudità, e lievi s’insinuano sotto pelle fino a raggiungere le viscere, in profondità, quella dell’anima, in un viaggio di vertiginosi tornanti, leccando le ferite e recuperando brandelli di sogni da ricucire. (dalla prefazione di Anna Maria Di Pietro)
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.