Gente di mare. Regolamenti, pesche «speciali» e cooperazione nei compartimenti marittimi di Taranto e Brindisi dai primi dell'Ottocento alla Grande guerra
Quasi inesplorati sono gli studi sulla pesca nelle acque della provincia di Terra d’Otranto, terra «tra due mari», Adriatico e Ionio, con circa quattrocento chilometri di costa. Il mare, pur essendo ricco, non riuscì a dare il suo contributo per la crescita del Salento in quanto la gente di mare mancava di mezzi finanziari e imprenditori locali, per la presenza di molti speculatori, veri usurai, e per uno scarso spirito associazionistico e cooperativistico tra i piccoli pescatori. Le attività ittiche tradizionali, l’antica tonnara di Gallipoli e i celebri mitili di Taranto, risentirono del momento difficile. Il ruolo della pesca, in effetti, fu modesto. Ad una potenzialità del mare non seguì un’efficace e adeguata attività produttiva capace di creare un maggior grado di benessere alla povera classe dei pescatori. Nonostante tutto, la gente di mare reagì difendendosi con poche associazioni di mutuo soccorso e qualche cooperativa.
EAN
9791281575332
Data pubblicazione
2024 11 25
Lingua
ita
Pagine
236
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
230
Larghezza (mm)
160
Spessore (mm)
10
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